Tutela dei detenuti con disabilità: intesa tra INPS, Amministrazione Penitenziaria e ASL

Tutela dei detenuti con disabilità: intesa tra INPS, Amministrazione Penitenziaria e ASL

Marzo 10, 2026 Off Di Redazione

Questa mattina, nella sede della Direzione regionale INPS per la Campania, sono stati firmati due protocolli d’intesa per regolamentare le procedure di accertamento dell’invalidità civile e della disabilità per la popolazione detenuta.

L’accordo è stato sottoscritto dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania e dalla Direzione regionale dell’INPS con l’ASL di Avellino e l’ASL di Salerno, con l’obiettivo di semplificare e coordinare le attività legate agli accertamenti sanitari per i detenuti presenti negli istituti penitenziari dei due territori.

L’intesa punta a rafforzare la tutela dei diritti degli assistiti, garantendo allo stesso tempo il rispetto delle esigenze di ordine e sicurezza degli istituti di pena. In particolare, i protocolli consentiranno di armonizzare il flusso delle procedure per il riconoscimento degli stati invalidanti e delle disabilità, rendendo più efficiente il lavoro delle amministrazioni coinvolte.

“Questa intesa – spiega il direttore regionale dell’INPS Campania, Vincenzo Tedesco – agevola la fruizione dei diritti da parte di una categoria particolare di utenti, in un ambito delicato come quello dell’accertamento della disabilità, nel quale il legislatore è intervenuto negli ultimi anni semplificando l’iter per il riconoscimento delle prestazioni”.

I protocolli sono stati firmati dal provveditore regionale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, Carlo Berdini, dal direttore sanitario dell’ASL di Salerno, Primo Sergianni, dalla direttrice generale dell’ASL di Avellino, Maria Concetta Conte e dal direttore regionale dell’INPS Campania, Vincenzo Tedesco.

“L’obiettivo – sottolinea Berdini – è rendere quanto più agevole possibile l’esercizio dei diritti da parte dei detenuti affetti da invalidità, per i quali l’accesso alle prestazioni può risultare particolarmente complesso. È doveroso rimuovere gli ostacoli burocratici e semplificare il rapporto tra istituzioni e cittadini, soprattutto quando si tratta di soggetti appartenenti a fasce svantaggiate”.

I protocolli nascono da un progetto sperimentale, tra i primi in Italia, avviato con successo nel 2024. L’iniziativa riguarda gli istituti penitenziari delle Case circondariali di Avellino e Ariano Irpino, la Casa di reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, l’ICAM di Lauro, le Case circondariali di Salerno e Vallo della Lucania e la Casa di reclusione di Eboli.

L’obiettivo è garantire alla popolazione detenuta livelli di prestazioni sanitarie analoghi a quelli dei cittadini in stato di libertà, semplificando al tempo stesso il flusso delle attività tra i diversi enti coinvolti nelle fasi di accertamento sanitario.

“Firmiamo con convinzione questo protocollo – afferma il direttore sanitario dell’ASL di Salerno, Primo Sergianni – perché consente di rafforzare la tutela del diritto al riconoscimento della disabilità, migliorando l’efficienza del lavoro dei professionisti sanitari del Servizio sanitario nazionale e dell’INPS, nel rispetto delle esigenze di sicurezza dell’Amministrazione penitenziaria e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”.

Soddisfazione anche da parte della direttrice generale dell’ASL di Avellino, Maria Concetta Conte: “Abbiamo dato continuità a un progetto che ha visto lavorare in sinergia le amministrazioni coinvolte per semplificare le procedure e garantire maggiori tutele a persone che si trovano in una condizione di particolare svantaggio”.