In cammino verso la redenzione

In cammino verso la redenzione

Febbraio 25, 2024 Off Di Redazione

Sono passati ben tre anni dall’inizio del conflitto in Ucraina. Una corrente di odio ha attraversato questo tempo ostile, che trascorre ormai impassibile, senza far profilare fattive forme di risoluzione. Correva l’anno 2022 quando la Russia avanzò i primi attacchi, dopo un lungo tempo in cui covavano rancori e dissidi volti a confermare forme di prevaricazioni e dominio.

L’umanità, con gradualità, si apprestava a superare le aspre difficolta della pandemia da Covid-19. “Andrà tutto bene!”, si era detto e, apparentemente, il decorso sembrava prefigurare l’ottimismo della profezia, ma arrivarono i primi venti di guerra ad annunciare nuove forme di atrocità. Dinanzi a questo scenario di morte, reso ancor più cruente dalla situazione in Medio Oriente, non ci sono vincitori, né ce ne saranno; la piaga sociale militare conosce solo vinti e vittime innocenti di un sistema di efferata crudeltà, che non trova pari nella sfera dei viventi: l’uomo, in questo ambito, è riuscito ad esprimere la più alta forma di malvagità.

Il tempo trascorso ha prodotto uno stato di assuefazione, che ha preso sempre più forma, tant’è che la questione è pressocché scomparsa dalle conversazioni e dalle cronache televisive, diventate sempre più forme di distorsione della realtà. A fronte di questo stato di fatto è evidente il forte bisogno di pace che va ricercato attraverso nuove e più concrete forme di dialogo. Papa Francesco in questi anni ha speso le proprie energie fisiche, mentali e una mediazione spirituale per limitare le sofferenze ed avviare un percorso concreto verso la pace. La forza della fede apre le porte alla speranza: solo così si possono vincere le vere sfide dell’umanità. «La guerra – ha aggiunto il Santo Padre – è una sconfitta, sempre. Ovunque si combatte le popolazioni sono sfinite. Preghiamo insieme, senza stancarci, perché la preghiera è efficace, e chiediamo al Signore il dono di menti e di cuori che si dedichino concretamente alla pace». Un pensiero attento e risoluto, che fa eco in questo tempo di Quaresima, rivolto come un invito ad aprire il cuore per accogliere la grazia di Dio, togliendo ogni “trucco” di cui ci rivestiamo per apparire adeguati, migliori di come siamo.

È significativo questo richiamo all’essenziale, filtrato attraverso quell’intimo dialogo con il divino, inteso anche come cammino di discernimento: il modo migliore per accogliere la grazia di Dio in questo percorso che accompagna il cristiano al sacrificio pasquale e alla resurrezione. Ben altra cosa, invece, è stare con se stessi: si resta ingessati dal proprio ego e dalle apparenti e false convinzioni. La preghiera, intesa come relazione d’amore con Dio, apre il cuore ad accogliere una grazia salvifica. La Quaresima è il tempo più propizio per vivere con fiducia questa relazione e riscoprire il meglio di noi stessi, riportando alla luce quelle potenzialità sopite, in una prospettiva di amore, potendo così costruire sentieri di pace e fraternità. Il cammino verso la Santa Pasqua va vissuto come un tempo di conversione e non rinunce o sacrifici, come spesso si può pensare.

La manifestazione della divinità di Gesù nella trasfigurazione sul monte Tabor anticipa il cammino di salvezza lungo i sentieri ripidi del Calvario: una testimonianza d’amore che porta a compimento quanto era stato prefigurato ad Abramo. In Gesù il sacrificio si compie concretamente: un sacrificio nato e maturato dalla mano umana che si “trasfigura” nella redenzione benedetta da Dio.

Mario Baldassarre