Il cammino della speranza verso la luce della Pasqua

Il cammino della speranza verso la luce della Pasqua

Marzo 29, 2026 Off Di Mario Baldassarre

Si marzo ’ngrogna te fa carè l’ogna”, soleva ripetermi il nonno al tepore esalato dal focolare domestico, nell’apprestarsi della primavera. Quegli insegnamenti, sapientemente trasmessi con pensieri schietti e misurati della proverbiale saggezza popolare, erano depositari di significati che, pur mancando di rigore scientifico, tendevano a confermare dure verità.

La recrudescenza dei rigori invernali, nel mese borioso di marzo, poteva diventare un duro banco di prova, tanto da far “cadere le unghie”, come si può ben comprendere dalla lettura del proverbio dialettale rievocato. La primavera abita solo le pagine del calendario, come una stagione scritta, ma nell’aria ancora assente. Il freddo pungente di questi giorni, che volgono alla Settimana Santa, conferma che l’inverno si protrae ben oltre il suo tempo. Ad ogni modo, in questo momento storico segnato da un radicale cambiamento climatico, vedere le cime del Partenio e del monte Tuoro imbiancate dona un piacevole tocco di suggestione e un proficuo contributo alle sorgenti territoriali, così da attenuare l’emergenza idrica durante il siccitoso periodo estivo.

Le stagioni e gli eventi che si succedono nel corso della storia vanno letti secondo una visione ottimistica e filtrati attraverso le maglie pur strette della speranza, senza lasciarsi travalicare da un pessimismo soffocante: la bellezza delle cose dipende anche dal modo in cui le vediamo. Le giornate visibilmente allungate ci conducono nel silenzio della Settimana Santa, così da percorrere questo tempo di maturità che culmina con la luce splendente della Pasqua di resurrezione. I rami di olivo, presentati con gioia in questa Domenica delle Palme, ravvivano la speranza e ci invitano a gesti concreti da coltivare con cura ed abnegazione senza restare “seduti nelle comodità”, come insisteva don Tonino Bello, ma volgendo lo sguardo verso gli altri, così da essere autentici testimoni del Vangelo lungo le strade accidentate del mondo.

Le pagine della storia contemporanea sono segnate da vicende crude che raccontano di violenza, sopraffazione, vite spezzate. In questi momenti così concitati si avverte il bisogno di coltivare quei valori capaci di orientare le prospettive umane verso il bene, spezzando le catene dell’odio e dell’egoismo autoreferenziale, così da far emergere i sani principi di altruismo e solidarietà fondati sull’amore verso il prossimo, il perdono, la ricerca della pace. «Osanna nell’alto dei cieli.

Benedetto tu che vieni con l’immensa tua misericordia» è l’inno benedicente di questo santo giorno e la preghiera elevata a Dio con viva fede e profonda speranza cristiana.