La forza guaritrice del Vangelo oltre le apparenze del mondo

La forza guaritrice del Vangelo oltre le apparenze del mondo

Febbraio 1, 2026 Off Di Mario Baldassarre
Immagine tratta da https://www.newsby.it/

Febbraio corto e male cavato”. La tradizione popolare non è magnanima con questo mese che si appresta a prender forma in questo scorcio di anno tutto in divenire.

La saggezza popolare, sorretta prioritariamente dalla cultura contadina, conferma visioni difficilmente opinabili. In questo tempo è frequente l’inasprirsi dei rigori e dei grigiori invernali, protesi fino al canto del cuculo che annuncia l’avvento della stagione primaverile. Le vicende concitate di questi giorni già presentano dei conti salati, che vanno annacquare le rosee prospettive e i lauti presagi per il nuovo anno. Le abbondanti piogge riversatesi sul territorio siciliano (per circa 48 ore consecutive) hanno causato frane, restituendo immagini apocalittiche di abitazioni sbriciolate.

L’allerta e il verificarsi delle catastrofi riacutizzano vecchie ferite, ponendo non pochi interrogativi sul susseguirsi degli eventi climatici e sullo stato di salute del pianeta. Il corso della storia è segnato, irrimediabilmente, da queste vicende con le quali fare i conti ed è sempre più chiaro che conta ciò che si dovrà fare per evitare il sopraggiungere di situazioni irreversibili. I richiami profetici e gli avvertimenti di papa Francesco (cfr Laudato si’, Laudate deum) riecheggiano nel nostro tempo e ci invitano, sempre più, ad un cammino di responsabilità.

Dall’altra parte del mondo, intanto, ancora si combatte una guerra che non conosce tregua, se non le soste negoziate per l’incedere dei rigori dell’inverno in atto. Il perdurante dilagare delle ingiustizie sociali e della sofferenza degli innocenti è nelle mani dell’umana presunzione di governanti che, in maniera dispotica, alimentano guerre ed atrocità per puerili e irresponsabili interessi economici, mascherati da strategie politiche, e una filantropia di facciata per giustificare conflitti e violenze.

Situazioni concatenate e complicate che mettono in pericolo il cammino dell’umanità proteso, paradossalmente, verso l’autodistruzione: una situazione che non trova eguali nel mondo animale.

Come porsi dinanzi a queste situazioni, senza passare indifferenti, o lasciarsi solo trasportare dalla fredda analisi e un qualunquismo irresponsabile?

«Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5, 9).

La chiave di lettura la troviamo nella luce del Vangelo filtrata dalle parole di Gesù, svuotandoci di superbia e autoreferenzialità, senza dover cercare spasmodicamente il consenso e l’approvazione della gente, ma operando in silenzio con coscienza, rettitudine e la carità operativa versi le “periferie esistenziali” perché la pace «si costruisce giorno per giorno, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini» (Populorum Progressio 179).