Solofra nel caos politico: maggioranza allo sbando, il silenzio del sindaco pesa sulla città
Gennaio 31, 2026
Dimissioni del vicesindaco dopo settimane di tensioni. D’Urso attacca: “Serve un atto di responsabilità, non nuove poltrone”.
Solofra attraversa una delle fasi politiche più difficili della sua storia recente. Una situazione di confusione e instabilità che non ha precedenti e che oggi appare sotto gli occhi di tutti.
A rompere il silenzio è il consigliere D’Urso, che dalla sua pagina Facebook affida a un detto popolare una riflessione tanto semplice quanto efficace:
“Giorgio se ne vò jì e ’o vescovo ’o vò mannà.”
Un’espressione che fotografa senza giri di parole il clima che si respira all’interno della maggioranza.
Dopo oltre venti giorni di trattative estenuanti, è arrivato l’epilogo: il vicesindaco ha rassegnato le dimissioni, un gesto che di fatto delegittima l’attuale maggioranza e certifica una crisi politica ormai conclamata.
Di fronte a questo scenario, dal sindaco nessuna dichiarazione ufficiale. Un silenzio che pesa e che alimenta interrogativi, mentre la città resta senza una guida politica chiara.
Mancano programmazione, visione e una linea condivisa. Al loro posto, improvvisazione, conflitti interni e continui scontri che paralizzano l’azione amministrativa. In maggioranza prevalgono giochi di potere e logiche di posizionamento, lontane dalle reali esigenze dei cittadini.
Intanto, i problemi quotidiani restano irrisolti: servizi carenti, risposte che non arrivano, scelte rinviate. Le difficoltà dell’ordinario si accumulano e la distanza tra istituzioni e cittadini si fa sempre più evidente.
Ora l’attenzione sembra concentrata esclusivamente sulla nomina del nuovo vicesindaco, aprendo all’ennesima “tarantella” politica, come se la questione fosse soltanto un nome e non il fallimento complessivo dell’attuale gestione.
“Solofra non può più sopportare teatrini, improvvisazioni e giochi di potere – scrive D’Urso – i cittadini non possono essere spettatori di una commedia politica, ma persone che ogni giorno affrontano problemi reali e chiedono risposte”.
Secondo il consigliere, non servono rattoppi né nuovi equilibri di facciata. Quando manca la guida, quando viene meno la credibilità e il rispetto per la città, serve una scelta netta.
Per questo, conclude, l’unica strada possibile è il passo indietro del sindaco e di chi non è stato in grado di garantire governabilità e stabilità.
Restare significherebbe accanimento politico.
Andare via, invece, sarebbe un atto di responsabilità e rispetto verso Solofra.


