Mobilità ad Avellino, Iandolo (APP) alla Commissaria: “Prima una questione minima di diritti: paline e fermate chiare”
Febbraio 12, 2026
Non solo grandi opere incompiute o infrastrutture attese da decenni. Per Francesco Iandolo, esponente di APP – Avellino Prende Parte, l’emergenza mobilità in città parte da una questione “minima”, ma fondamentale: sapere dove passa un autobus e quando.
In una lettera aperta indirizzata alla Commissaria prefettizia, Iandolo accende i riflettori sullo stato del trasporto pubblico locale, definendo la situazione «un’emergenza strutturale». Al centro della missiva non ci sono solo stazione ferroviaria, raccordi autostradali o svincoli mai completati, ma l’ordinaria fruibilità del servizio su gomma, oggi unico vero sistema di mobilità collettiva diffuso in città e provincia.
«La mobilità sostenibile non è uno slogan – scrive – ma la possibilità concreta, semplice e dignitosa di utilizzare il trasporto pubblico. Oggi, ad Avellino, anche prendere un autobus può diventare un’impresa».
Il nodo principale riguarda fermate e paline: segnaletica obsoleta o ambigua, fermate non più effettivamente servite, totem digitali che mostrano solo parte delle linee. Il risultato è una rete poco leggibile, che penalizza soprattutto chi non è utente abituale. «Si tratta di una criticità elementare – sottolinea Iandolo – ma che incide direttamente sull’accesso a un servizio pubblico essenziale e quindi su diritti costituzionalmente garantiti».
Da qui la richiesta di un intervento urgente e coordinato tra Comune e azienda di trasporto: attivazione delle paline smart già installate, revisione puntuale delle fermate realmente operative, eliminazione di ogni riferimento a quelle dismesse e predisposizione di una segnaletica uniforme e aggiornata con linee e orari. Particolare attenzione viene posta alla sovrapposizione con la metropolitana leggera, che in alcuni tratti presenta fermate segnalate ma non effettuate, generando ulteriore confusione anche quando distano pochi metri da quelle attive.
La lettera allarga poi lo sguardo al quadro generale: la stazione ferroviaria attende da anni collegamenti efficienti e competitivi; i raccordi verso Salerno e l’A16 sono segnati da cantieri interminabili; opere annunciate come la rotatoria allo svincolo Avellino Est restano sulla carta. Viene inoltre richiamata la mancata trasformazione del raccordo in A2 Dir fino ad Avellino Est, ritenuta strategica per alleggerire il traffico urbano e migliorare l’efficacia del TPL, anche verso l’Università.
Critica infine la situazione degli stazionamenti: al netto dell’autostazione AIR, le altre aree risultano prive di servizi essenziali e lontane dagli interscambi. Tra le proposte, quella di realizzare il “terminal est” nel parcheggio della stazione ferroviaria e di individuare per le linee non AIR un’area in prossimità dell’autostazione, consentendo carico e scarico nelle immediate adiacenze.
«Prima delle grandi opere – conclude Iandolo – serve restituire dignità all’ordinario.
La mobilità sostenibile comincia dal sapere dove passa un autobus e quando. Avellino non può più permettersi di rimandare».


