San Valentino 2026, la rivincita del fiore italiano: qualità, sostenibilità e filiera corta
Febbraio 12, 2026
Dal ranuncolo – coltivato e richiestissimo in Campania – alla violaciocca, dagli anemoni alle bocche di leone: il San Valentino 2026 segna la rivincita del fiore italiano. Aumenta infatti la disponibilità di varietà nazionali che arricchiscono la scelta dei bouquet, unendo bellezza, qualità e sostenibilità. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su previsioni Assofloro, diffusa in vista della Festa degli Innamorati del 14 febbraio.
Mazzi di fiori e piante si confermano il regalo più amato: il 56% di chi sceglie di donare qualcosa per l’occasione punta proprio su un omaggio floreale, secondo un’indagine online di Coldiretti. Un dato che supera nettamente dolciumi, capi d’abbigliamento e gioielli.
I fiori tricolori rappresentano anche un’alternativa sostenibile alle tradizionali rose importate, che in questo periodo arrivano per la maggior parte da Kenya e Colombia, spesso prodotte in contesti segnati da scarso rispetto dei diritti dei lavoratori e dall’impiego di sostanze vietate da anni nell’Unione Europea. Le serre italiane, invece, sono sempre più orientate al green: utilizzo di materiali a km zero per sostituire torba e fibra di cocco, vasi biocompostabili, energie rinnovabili per il riscaldamento e gestione attenta delle risorse idriche.
Oltre alla sostenibilità, c’è il fattore freschezza. I bouquet Made in Campania e, più in generale, quelli italiani, non devono affrontare lunghi trasporti internazionali e garantiscono così una durata maggiore e una qualità superiore.
Il consiglio degli esperti è di acquistare direttamente dai produttori o nei mercati contadini di Campagna Amica, per avere la certezza di scegliere fiori 100% italiani, sostenendo le comunità locali, l’occupazione e l’ambiente. In alternativa, è preferibile orientarsi su prodotti certificati di origine nazionale.
San Valentino rappresenta un momento chiave per il florovivaismo italiano, un comparto strategico per l’economia del Paese che nel 2024 ha raggiunto un valore di 3,3 miliardi di euro. Sono circa 19mila le imprese attive su una superficie di 30mila ettari, a testimonianza di un settore dinamico, radicato nel territorio e sempre più attento alla sostenibilità.


