Orizzonti di fraternità: l’eredità spirituale di don Antonio Mazzi e don Zeno Saltini

Orizzonti di fraternità: l’eredità spirituale di don Antonio Mazzi e don Zeno Saltini

Agosto 9, 2026 Off Di Mario Baldassarre

Agosto irrompe nella calura di un’estate avanzata con un senso marcato di tristezza e un carico considerevole di preoccupazione: una condizione che tocca gli animi sensibili in questo tempo dal sapore di vacanza e di meritato riposo.

La recente scomparsa di Franco Baresi icona del Milan, simbolo di un calcio fatto di valori autentici, lealtà, eleganza e signorilità, ha visto il mondo dello sport unito in un abbraccio corale alla leggendaria figura di questo grande campione. Le violente scosse di terremoto che hanno interessato Napoli e, in maniera particolare i Campi Flegrei, hanno invece ridestato uno stato di allarme se si ripensa alle tragiche vicende del terremoto dell’Irpinia e al fenomeno del bradisismo al cospetto del Vesuvio.

In un lasso di tempo, ragionevolmente breve, in questo caldo scorcio d’estate ho avuto modo di riscoprire figure carismatiche di alta valenza spirituale che, nella missione sacerdotale, hanno vissuto con autenticità gli insegnamenti evangelici.

Don Antonio Mazzi, chiamato alla casa del Padre lo scorso 31 luglio, è stato fondatore della comunità educativa Exodus per aiutare i giovani con problemi di tossicodipendenza, disagio sociale, dipendenze, difficoltà familiari e marginalità. L’etimologia del nome, infatti, delinea con chiarezza la missione volta ad accompagnare la persona in un cammino di rinascita: éxodos (ἔξοδος), formato da ex (ἔξ), “fuori”, e hodos (ὁδός), “via”, “strada”, “cammino”. “Exodus” è il titolo greco del secondo libro della Bibbia, in cui si racconta la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù e dell’inizio di un nuovo percorso.

Il sogno di don Mazzi e la mission dell’associazione mirano a garantire l’uscita da situazioni di dipendenza, disagio o emarginazione dei tossicodipendenti da una condizione di sofferenza a una vita più libera e responsabile, verso un cammino di cambiamento e di rinascita, per ritrovare dignità e speranza, così da riscoprire e dare risalto al valore della vita. Il sogno è stato esaudito proprio qualche giorno fa, appena prima di lasciare la vita terrena, quando il Parlamento ha approvato il provvedimento che riguarda la detenzione dei tossicodipendenti, contro la detenzione punitiva (Ddl n. 2961 del 29 luglio 2026), con la possibilità di garantire amorevole cura verso il recupero, la rieducazione e il reinserimento sociale.

Simili principi di fraternità hanno animato la mission di don Zeno Saltini (Carpi, 1900 – Grosseto 1981) fondatore della comunità di Nomadelfia: nómos (νόμος), “legge” e adelphía (ἀδελφία), “fraternità”. Questa “legge di fraternità” evangelica sancisce il principio di una società in cui la fraternità costituisce la legge fondamentale, prerogativa indispensabile per garantire la pace tra i popoli, in questo particolare momento storico segnato da divisioni e incomprensioni. Don Zeno accoglie gli orfani donandogli affetto in una comunità dove circola l’amore fraterno.

In mancanza di donne vocate alla maternità, resta celebre l’ultimatum che don Zeno diede a Dio: «O mi mandi questi benedetti angeli del focolare domestico o io chiudo bottega!». Irene Barattini (1923 – 2016) segue la missione, raggiungendo, a diciotto anni, don Zeno nella prima comunità di San Giacomo Roncole, frazione nel comune di Mirandola. Nasce così la figura delle mamme di vocazione: donne che, rinunciando al matrimonio, si fanno mamme di chi ne ha bisogno. «Mettere Cristo al centro delle nostre giornate – ricordano Irene e Stefano di Nomadelfia -, ci aiuta a guardare all’altro come nostro fratello, pur non essendoci legami di sangue o non scegliendo le persone con cui viviamo nei gruppi famigliari». Nella comunità di Nomadelfia, nel comune di Grosseto, la fraternità è vissuta come le prime comunità cristiane. Nel 1965 vengono ideate dal don Zeno le “Serate di Nomadelfia” con l’intento di testimoniare la vita di comunità e la fratellanza attraverso danze, musica, recitazione e momenti di riflessione, attraverso pubbliche rappresentazioni eseguite in estate.

A Caivano, nell’area mercatale, lo scorso 28 luglio, si è svolto uno spettacolo suggestivo e coinvolgente con bambini, adolescenti e giovani della comunità di Nomadelfia, che si sono esibiti in un meraviglioso repertorio di danze popolari internazionali.

Exodus e Nomadelfia rimangono l’eredità spirituale di don Antonio Mazzi e don Zeno Saltini, che hanno vissuto in maniera mirabile l’amore di Dio, volgendo lo sguardo verso orizzonti di fraternità testimoniati con autenticità alla luce della Parola.

La Storia siamo Noi Re-Edition 2024 – Don Zeno – Video – RaiPlay

Caro Marziano 2023 – Nomadelfia (prima parte) – 10/03/2023 – Video – RaiPlay

Caro Marziano 2023 – Nomadelfia (seconda parte) – 13/03/2023 – Video – RaiPlay