Pescatore inghiottito dalla balena e sputato in mare

Pescatore inghiottito dalla balena e sputato in mare

Giugno 14, 2021 Off Di Redazione

Una rilettura alla luce del libro di Giona

Capita spesso di trovarsi dinanzi ad evidenze inaspettate o ritenute impossibili se lette secondo i canoni della scientificità. Talvolta è proprio il metodo scientifico-sperimentale a sabotare la credibilità di un evento con prove e riprove in cui ipotesi e tesi vanno in antitesi evidenziando così un sistema dinanzi al quale si crea una confusione che disorienta. Capita anche che la letteratura scientifica non contempla determinati fenomeni ritenuti immaginari o fantascientifici, ma poi si verificano condizioni e situazioni che obbligano ad una rimodulazione di teorie ed ideologie da considerare come attendibili e realizzabili.

È recente la notizia di Michael Packard, pescatore subacqueo di aragoste, finito nella bocca di una balena, poi miracolosamente “sputato” fuori e scampato alla morte. La notizia ha fatto il giro del web, diventando virale come gli effetti di una nuova pandemia. Il pescatore subacqueo di aragoste è stato inghiottito da una balena, ma è riuscito a salvarsi, infastidendo il cetaceo fino a provocargli un colpo di tosse grazie al quale è stato spinto fuori, ritrovandosi di nuovo in “acque sicure”.

La rilettura dell’evento ha rimandato i nostalgici agli eventi fiabeschi di Pinocchio finito nel “pescecane” dove ritrova Geppetto. Ai più attenti invece il richiamo è stato all’evento biblico dell’Antico Testamento del profeta Giona finito nelle grinfie di un pesce dopo essere fuggito al comando di Dio che lo aveva inviato a predicare a Ninive per la conversione dei suoi abitanti. «E il Signore parlò al pesce ed esso rigetto Giona sulla spiaggia.» (Gion 2,11).

La vicenda del pescatore subacqueo ci invita a riflettere con attenzione al libro profetico di Giona proprio in questo periodo difficile dovuto alla crisi pandemica da Covid-19. Il progresso scientifico e tecnologico ha portato l’umanità verso un cammino di scristianizzazione e fredda materializzazione della realtà. L’evento biblico ci invita a riaprire gli occhi verso la centralità di Dio quale fonte di salvezza. L’umanità si ritrova in un momento buio che invita alla riflessione e ad affidarsi alla salvezza della misericordia Dio, così come fu per il profeta Giona.

Questa visione salvifica apre il cuore alla speranza e alla fiducia di una mano paterna che con cura accarezza il cammino dell’uomo.

Mario Baldassarre